Tra letteratura e cinema

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Pasquale Festa Campanile è nato a Melfi nel 1927. Trasferitosi a Roma negli anni della seconda guerra mondiale, si avvicinò presto agli ambienti cinematografici, dove si elaboravano in quegli anni i capolavori del cinema neorealista italiano. Scrittore, sceneggiatore  e regista, Pasquale Festa Campanile esordì nel 1957 con il romanzo La nonna Sabella che ottenne il Premio Re degli Aranci e il Premio Corrado Alvaro, e di cui Dino Risi fornì nello stesso anno la versione cinematografica.  Due anni prima aveva sceneggiato  Gli innamorati di  Mauro  Bolognini.  Negli  anni Sessanta si dedicò alla sceneggiatura di indimenticabili film come Rocco  e  suoi fratelli (1960) e  Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti, Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy (1962). Ritornato alla narrativa negli anni Settanta con il romanzo, poi film, Conviene far bene l’a- more (1975), un’esilarante commedia sulla ricerca di fonti alternative di energia, si dedicò poi ad approfondimenti religiosi: alla vita di Gesù sono esplicitamente dedicati Il ladrone del 1977, di cui Festa Campanile fornì la versione cinematografica con Enrico Montesano, Per amore solo per amore (1984), mentre nel romanzo Il Peccato (1980) si affronta il difficile incontro tra un sacerdote e una ragazza ammalata. Al rapporto di coppia, approfondito in termini psicologici originali, è dedicato La ragazza di Trieste  (1982), di cui l’autore fornisce anche la versione cinematografica. Pasquale Festa Campanile si spense a Roma nel 1986 lasciando sulla sua scrivania un ultimo romanzo Buon Natale Buon Anno. Tra i film che ha diretto vanno ricordati Le voci bianche,  Nessuno è perfetto, Culo e camicia,   Uno scandalo per bene.